Non so che ora era, come sempre quando viaggio, specie in intercontinentale, sono in una "bolla" senza tempo, ma finalmente c'era qualche ora e potevamo girare senza bagagli al seguito. Pranzammo, e in un pomeriggio di sole splendido e caldo uscimmo fuori dall'aereoporto per fumare (io) una sigaretta in pace.
La luce, quella luce che io conoscevo bene e che loro invece vedevano per la prima volta, una luce totale, rilassante, quasi antistress, ci avvolse insieme all'aria tiepida e dolce, al bisbiglio dei paseggeri che entravano e uscivano, al fruscio della scopa dell'addetto che teneva pulito l'ingresso. Avevo ancora negli occhi il manifesto pubblicitario del parco di Torres del Payne e nelle orecchie le parole di Paola che diceva, noi andremo li.
Sto pensando a quell'aereoporto ora, alle sue passerelle sospese, alla torre di valibge di 20 metri che faceva da monumento al viaggiatore in un'ala di quell'aereoporto che hanno mostrato poco fa' in tv.
Sto pensando alla gente buona di quel paese, alla sua disponibilita', a quella terra e sto pensando a me in quella terra...
Coraggio hermanos
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento